Commenti disabilitati su Fantascienza e religione – Quello strano binomio (intervista su Abellinum)

Il nuovo libro di Annarita Petrino, edito da il Papavero, porta avanti il messaggio evangelico attraverso un’associazione innovativa e considerata spesso un’antitesi

Portare avanti il messaggio evangelico rispondendo alle provocazioni della fantascienza classica attraverso la stessa fantascienza.

Annarita Petrino è un’insegnante e scrittrice di ispirazione cristiana e da alcuni anni gestisce la rivista on-line Voci dell’Anima scaricabile gratuitamente dal sito www.mooncity.it (ora in realtà sostituito dal blog http://e-vangelizzazione.myblog.it/ )

Ciò che non ci aspettavamo e che ci incuriosisce, è la sua passione per la fantascienza, un genere spesso in antitesi con la religione. Un Dio assente o incarnato in nuove forme: alieni, robot, mostri, nuove divinità, culture e assenze dei valori tradizionali. Cerchiamo di scoprire cos’è che unisce e come si coniuga la fantascienza con gli insegnamenti di Cristo.

Come nasce la passione per la fantascienza?

La passione per la fantascienza nasce all’età di 13 anni, quando lessi il romanzo di Isaac Asimov “Destinazione cervello“. Fu amore a prima vista. Non conoscevo il genere, ma si intonava perfettamente con quel desiderio scritto nel mio cuore di evadere in un mondo lontano e pieno di fantastiche invenzioni tecnologiche, dove l’impossibile era possibile. La tecnologia l’ho sempre amata, ho sempre voluto esplorare lo spazio e la fantascienza me lo permetteva. Da quel primo romanzo all’incontro con le altre opere di Asimov il passo è stato breve e l’esperienza così intensa da indurmi fin da subito a scrivere fantascienza di mio pugno.

Oltre a Isaac Asimov, che detiene sicuramente il primo posto, quali sono i suoi autori preferiti?

Al primo posto sicuramente Isaac Asimov, ma ho letto con piacere anche altri autori. Tra questi William Gibson ha avuto un ruolo molto importante, facendo maturare in me una fantascienza non solo robotica, ma più strettamente legata all’uomo e ai suoi deliri di onnipotenza.

Lei è una donna da una forte e radicata religiosità, come la fantascienza con la fede cristiana?

È vero, la mia fede cristiana è molto forte e radicata, frutto di una profonda conversione. Ho passato diverso tempo a cercare di coniugare la mia passione per la fantascienza con la mia fede, giungendo infine a una sintesi: una fantascienza in grado di rispondere alle provocazioni lanciate dalla fantascienza tradizionale, dove troviamo spesso scenari in cui Dio risulta assente o viene incarnato da nuove forme di religione, di solito collegate a nuove culture, a nuove razze (aliene) o a nuovi assetti sociali e governativi. Gli scenari sono quelli in cui l’uomo ha tutte le risposte, manipola tutto ciò che riguarda se stesso e la natura. In altre parole scenari in cui l’uomo ha preso il posto di Dio. Se nella fantascienza tradizionale troviamo storie che hanno un finale “disperato”, dove cioè risulta chiaro un senso di ineluttabilità, di catastrofe umana, morale e naturale, l’intento diviene quello di proporre la speranza, quella speranza che permette all’uomo di vivere nel suo tempo, senza rinnegare la sua vera natura e soprattutto senza mettersi al posto di Dio.

Cambia il modo di affrontare i temi della fantascienza tradizionale: clonazione, eutanasia, sviluppo tecnologico, genoma umano, fine del mondo, morte, guerra, malattia. Si rimette Dio al centro e si restituisce all’uomo quella dignità di cui spesso viene privato dal progresso tecnologico. L’intento è quello di prendere temi fantascientifici e di “rileggerli” secondo gli insegnamenti del Vangelo, forte della sua straordinaria attualità e dunque futuribilità. Se il Vangelo è attuale ancora oggi dopo 2000 anni, perché non dovrebbe esserlo tra altri 2000? Superato il dubbio che Dio non possa parlare al cuore dell’uomo anche nel futuro, ecco che la fantascienza può essere cristiana.

Quale è la posizione ufficiale della chiesa a riguardo?

Non credo che la Chiesa abbia una sua posizione ufficiale in merito alla fantascienza. Di sicuro il mio scopo è quello di indurre riflessioni sui temi fondamentali dell’esistenza umana e sulla fede, facendo quello che amo: scrivere fantascienza.

Come percepisce il panorama italiano per ciò che concerne questo genere letterario?

Confesso di essere rimasta a lungo lontana dal panorama fantascientifico ed italiano in particolare, ma credo di non sbagliare quando dico che l’avvento della rete ha dato un nuovo slancio alla produzione e alla diffusione/condivisione della produzione fantascientifica di casa nostra

E se vogliamo scoprire di più, facciamolo leggendo i racconti della Petrino a breve nelle librerie a cura della casa editrice il Papavero.

Donatella De Bartolomeis

Tratto da: Abellinum – domenica 27 ottobre 2013 Anno IV Num. 11

  1. abellinum.it

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