Commenti disabilitati su Recensione di You God su Future Shock

Annarita PETRINO – YOU GOD – ed. Il Papavero – Manocalzati (AV) 2013
A cura di Elettra Bianchi per la rivista “Future Shock” di Antonio Scaccohttp://www.futureshock-online.info/

Con questa nuova opera l’Autrice, già affermata e apprezzata per la sua scrittura pensosa e colta, partendo ancora un volta dalla fantascienza riesce a porgere alla meditazione del lettore alcuni importanti problemi del mondo contemporaneo. La società odierna presenta infatti una grave e profonda dicotomia: da un lato prospera l’egemonia del pensiero unico, che non è se non il pensiero-debole dei filosofi alla moda, sganciato dalla razionalità e alla ricerca delle utopie più illusorie e mistificanti; dall’altro lato la lotta di poche minoranze per salvare e instaurare nuovamente i valori umanistici certi e fondanti della civiltà occidentale, che è anche la nostra civiltà. Il grande conflitto dell’ epoca contemporanea è quello che nasce tra due culture: la cultura umanistica e la cultura dello scientismo e del tecnicismo. Nel passato l’egemonia umanistica aveva conseguito le conquiste più luminose nel campo dello spirito, della filosofia e delle arti, ma aveva posto in subordine il pensiero scientifico, considerato marginale e privo di splendore, interpretato soltanto sotto il profilo pratico. Il contributo dei filosofi a delinearne l’importanza ci fu, eccome: pensiamo agli empiristi inglesi, ai razionalisti, a Cartesio, ma solo con Kant nel Settecento il pensiero scientifico cominciò ad assumere una sua dignità e un rilievo filosofico dovuti alla geniale sintesi a priori del pensatore tedesco.
Da allora il sempre più rapido susseguirsi di scoperte scientifiche e di realizzazioni tecnico-pratiche entusiasmò a tal punto gli uomini che si pervenne ad un entusiasmo talmente euforizzante da mettere sempre più in secondo piano la cultura umanistica e da farla diventare la cenerentola del sapere. Nella cultura umanistica, tra i valori fondamentali e insostituibili, è sempre esistito il valore religioso; basta osservare l’ambiente che ci circonda: le chiese d’ammirevole arte, anche nella semplicità di quelle che esistono nei villaggi sperduti, la pittura che adorna le pareti dei più antichi conventi e cappelle, gli oratori musicali e poetici, la poesia, le rappresentazioni della vita di Gesù e altro ancora. Ma l’uomo che si considerava “Illuminato” da una ragione divinizzata, che vedeva il passato come una nuvola scura di errori e pregiudizi, non accettava più l’autorità di un Creatore, legislatore e giudice, era convinto di aver diritto a creare, legiferare, giudicare secondo la sua superba idea di poter bastare a se stesso, di essere il creatore di se stesso. Da ciò al superomismo e a Nietzsche il passo è breve. Dopo la sete di potenza l’esaltazione del modernismo con la negazione della verità, dopo ancora le pazzesche dittature e le enormi e inutili stragi di due guerre mondiali, dopo le guerre mondiali il nostro post-modernismo e la sua negazione della Verità, con i risultati nefasti che sono sotto gli occhi di tutti.
Annarita Petrino con grande senso della contemporaneità si avvale della metafora fantascientifica per analizzare con fine senso critico e profondo orientamento cristiano, ma anche con grande talento letterario, la situazione restrittiva e pericolosa dalla quale si trova assediata l’umanità di oggi. Perchè usare il metodo fantascientifico ? Perchè, dicevamo, la fantascienza è una metafora. Ossia insegna attraverso simboli e storie inventate, ma verosimilmente anticipa e spiega il come e il perchè di certi fenomeni umani. Nella storia della letteratura, anche la più remota, lo scrittore e il poeta, si sono sempre avvalsi del regno della fantasia per giungere al didaktikos; pensiamo alle favole di Esopo e di Fedro, alle grandissime costruzioni fantastiche di Dante, all’Orlando Furioso, alle novelle di E.A. Poe, a Jules Verne e infine alla fantascienza che attinge al mondo delle conquiste tecnico-scientifiche per anticiparne gli effetti negativi quando troppo il loro percorso si allontana dai valori etici che costituiscono gli estremi confini nei quali l’uomo deve contenersi se non vuol cadere nel demoniaco. Attraverso il racconto fantascientifico Anna Petrino esce fuori dalla scrittura saggistica per darci con eleganza e leggerezza, la consapevolezza delle storture ideologiche che dominano il nostro oggi. La sua fantascienza, come dicevo di una morbidezza finissima, affronta alcuni temi che Papa Benedetto XVI definì “ non negoziabili” e li lascia senza forzature interpretative, alla nostra meditazione. La sua opera You God si compone di quattro racconti lunghi intitolati, in sequenza, Imperfezioni –Judy Bow-Hic et nunc- You God.
In “ Imperfezioni” viene analizzata la disumanità dell’eugenetica, ossia del falso culto del bello e del perfetto applicato alla ricerca di un figlio speciale, diverso dagli altri per bellezza di forma. Già la follia di Hitler, l’individuo più detestato del secolo scorso, aveva preteso ricerche assurde, congiungimenti imposti tra persone fisicamente rappresentative della “razza superiore” nel tentativo di costruire una società di perfetti, ma non ci stupiamo che oggi la stessa pretesa compaia come corredo di richieste poste all’operatore nel momento dell’inseminazione artificiale e che un banale difetto fisico, anche se non funzionale, palesato dall’ecografia fetale sia ragione sufficiente che accedere alle pratiche abortive.
“Judy Bow” rappresenta l’assurdità di voler prolungare la vita di una persona sofferente, a tutti i costi, l’accanimento terapeutico per esaltare la propria volontà di potenza di fronte al destino e per alimentare il proprio egoismo esasperato e arrogante. Nel caso specifico è una madre che vorrebbe trattenere ad ogni costo la figlia, che ha invece accettato con forza morale e serenità il proprio viaggio verso la morte. Da non confondere con l’eutanasia, pratica del tutto omicida.
“Hic et Nunc” tra i quattro racconti mi sembra rappresenti il compendio panoramico dell’insieme di situazioni che rendono l’appena nato secolo XXI assai deprimente e
avviato verso una deriva del male che cresce spaventosamente giorno per giorno senza che i popoli se ne avvedano, accecati da un falso buonismo e da un insensato ottimismo che li porta all’indifferenza verso ciò che capita intorno a loro e nel loro stesso seno. Non c’è titolo che avrebbe potuto essere più adatto di quello scelto dall’Autrice: “questo ed ora”. Ci rispecchiamo completamente nella serie dei fenomeni disastrosi che stanno distruggendo la nostra civiltà, altissima tra le civiltà del pianeta. Nel rifiuto dell’autorità suprema di Dio si alimentano tutte le tragiche manovre contro la vita, dall’inseminazione artificiale, all’utero in afitto, all’aborto, all’eutanasia; prende voce di legislatore e di identificatore del bene e del male il potere dei mass-media, di Internet e di You Tube, ne derivano la persecuzione della Chiesa e dei cristiani, il commercio e la diffusione delle droghe, la banalizzazione della religione, le eresie propagate anche a livello ecclesiastico, la grande apostasia denunciata da Giovanni Paolo II. Ma l’Autrice non ci abbandona alla ferocia del pessimismo integrale, infatti ci presenta la speranza della Croce, la fertilità del sangue sparso dal Salvatore.
“You God” è la beffa finale: una creazione realizzata dall’uomo che voleva sostituirsi a Dio per creare a sua volta l’uomo. Sogno antichissimo nella cultura ebraica che produsse, già da allora, la creatura fallita e mostruosa del Golem. Oggi i moderni Golem sono i robot, i perfezionatissimi computer, i congegni semoventi che in casa lavano i pavimenti, i telefonini che fanno anche il caffè, le auto che si parcheggiano da sole e che guideranno senza il concorso dell’uomo, i satelliti che giungono negli spazi infiniti, le navi grandi come città che solcano i mari. Ma se la mente umana veneggia e abbandona la nave a se stessa questa finisce tra gli scogli, come la cronaca più recente ci dimostra.
Che cos’è dunque, in conclusione l’opera di Annarita Petrino: un testo di racconti puramente fantastici condotti linguisticamente in maniera limpida e scorrevole, una composizione di saggistica sulla nostra società contemporanea, un compendio di riflessioni, un trattato di filosofia ? Niente di tutto ciò, eppure tutto di tutto ciò. La sua originalità è fuori discussione e la sua lettura raccomandabile a chi vuol superare la banalità della produzione di mercato per accostarsi ad un libro veramente da “chevet”.

Comments are closed.